F:A.R. recensiti su Darkroom Magazine

FAR

Grazie a Michele Viali per la sua recensione dei F:A.R. su Darkroom

F:A.R.

“Mechanics & Music (Nastri ’81-’85)”

Cover F:A.R.

(Again Records/Fonoarte/Luce Sia/Der Klang Records)

Time: CD 1 (66:56); CD 2 (66:35)

Rating : 7.5

Storico progetto di area post-punk e industriale italiana, celebrato a distanza di tempo anche da appassionati in terra straniera, F:A.R. non aveva ancora visto la ristampa dei primi lavori editi solo in cassetta, tre in tutto usciti tra il 1981 e il 1985. Il presente doppio CD ripropone il contenuto di quei nastri, ora rimasterizzati, senza apportare alcun tipo di modifica. Il primo album, “Duello Sul Cervello”, presenta l’anima più sanguigna della band, persasi di lì a poco e incentrata su una verve post-punk rozza e diretta, ma già forte di divagazioni rumoristiche e svarioni wave e minimali. Si sente forte l’input rock, a volte di provenienza anni ’70, tra oscurità e attacchi sonori frontali. Il successivo “Final Alternative Relation” propone più noise e distorsioni, il punk rimane alle spalle ma è ancora viva l’anima strumentale e rozza degli albori: le dissonanze e la volontà di disturbare con assurdità tonali piuttosto che con il rock grezzo diventano peculiarità di base, con strizzate d’occhio ai grandi degli anni ’70 (Velvet Underground su tutti). Il conclusivo “Lust” appare il nastro più uniforme: i minimalismi e gli sprazzi wave trovano posto in un impianto proto-industriale fatto di urla, distorsioni, nervosismi, samples e materiale sovrainciso. Tutto diventa più complesso in un gioco di contrasti e sovrapposizioni che può rimandare sia ad alcuni classici dell’industrial, sia alle derive più sperimentali della new wave (Virgin Prunes). Recupero centrale nell’economia di quel che fu la scena alternativa italiana dei primi anni ’80, peraltro gestito sul piano tecnico in maniera ammirevole, “Mechanics & Music” ha il suo unico neo nel fatto di veder ‘spezzato’ il secondo nastro collocandolo parte nel primo CD e parte nel secondo, con conseguente interruzione forzata. Ma il risultato globale rimane comunque eccellente. Confezione in jewel-case con libretto interno forse troppo avaro di notizie. Acquisto obbligato per riscoprire un importante nome della prima scena underground nostrana.

Michele Viali

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